sabato 16 dicembre 2017

L’evidenza indica che il Bitcoin è uno psyop della NSA per implementare la valuta digitale mondiale



Mike Adams

naturalnews.com

Sa Defenza

Parto dall’idea che i lettori che leggono questo articolo siano abbastanza bene informati da non dover esporre tutta la storia dei cambiavalute internazionali e della loro aspirazione per la moneta mondiale. (Se non comprendi ancora l’obiettivo dell’impero bancario globalista e dell’imminente crollo del sistema monetario fiat, sei indietro di almeno 5000 post dall’arrivo ).

Con questo, sul punto di partenza, sta divenendo sempre più evidente che Bitcoin potrebbe essere una creazione dell’NSA (National Security Agency) ed è stato lanciato come un esperimento di “normalizzazione” per far conoscere al pubblico la valuta digitale. Una volta stabilito questo, le valute fiat del mondo saranno cancellate in un crollo del debito progettato (vedi sotto la sequenza degli eventi), poi sostituite con una criptovaluta approvata dal governo con il monitoraggio di tutte le transazioni e dei portafogli digitali da parte dei governi occidentali del mondo.

I matematici della NSA hanno dettagliato il “denaro digitale” vent’anni fa

Quali prove supportano questa nozione? Per prima cosa, dai un’occhiata a questo documento intitolato ” Come fare una zecca: la crittografia di contanti elettronici anonimi“. Questo documento, pubblicato nel 1997 – sì, venti anni fa – ha dettagliato la struttura e la funzione complessiva della criptovaluta Bitcoin .

Chi ha creato il documento? Cerca di non rimanere scioccato quando apprendi che è stato creato da “crittografi matematici presso il National Security Agency’s Office of Information Security Research and Technology“.

L’NSA, in altre parole, ha dettagliato gli elementi chiave del Bitcoin molto prima che Bitcoin sia mai esistito. Gran parte del protocollo Bitcoin è dettagliato in questo documento, incluse le tecniche di autenticazione delle firme, eliminando le contraffazioni di crittografia attraverso l’autenticazione delle transazioni e diverse funzionalità che supportano l’anonimato e l’impossibilità di tracciabilità delle transazioni. Il documento delinea anche il maggiore rischio di riciclaggio di denaro che è facilmente realizzabile con criptovalute. Descrive inoltre che l'”hashing sicuro” (un algoritmo sicuro) deve essere “sia a senso unico che privo di collisioni“.

Sebbene Bitcoin contribuisca all’estrazione condivisa di un sistema di autenticazione di transazione, block-block peer-to-peer di questa struttura, è chiaro che la NSA stava effettuando ricerche sulle criptovalute molto prima che gli utenti attuali avessero mai sentito parlare del termine. Nota anche che il nome della persona accreditata con Bitcoin fondatore è Satoshi Nakamoto , che si ritiene abbia riservato un milione di Bitcoin per se stesso . Milioni di post e discussioni online discutono sulla possibile identità di Satoshi Nakamoto, e alcuni post sostengono addirittura che l’NSA abbia identificato Satoshi . Tuttavia, un’altra probabile spiegazione è che Satoshi Nakamoto è l’NSA, il che significa che sta lavorando per la NSA è un personaggio fantoccio creato dalla NSA per i fini di questo intero grande esperimento.

L’NSA ha scritto anche l’hash crittografico utilizzato da Bitcoin per proteggere tutte le transazioni

Oltre al fatto che la NSA ha creato un documento tecnico sulla criptovaluta molto prima dell’arrivo di Bitcoin, l’agenzia è anche il creatore dell’hash SHA-256 da cui dipende ogni transazione Bitcoin nel mondo. Come spiega The Hacker News . “L’integrità del Bitcoin dipende da una funzione di hash chiamata SHA-256 , progettata dalla NSA e pubblicata dal National Institute for Standards and Technology (NIST).” THN aggiunge:
” Se si presuppone che la NSA abbia fatto qualcosa per SHA-256, che nessun ricercatore esterno ha rilevato, ciò che si ottiene è la capacità, con un’azione credibile e rilevabile, di essere in grado di falsificare le transazioni. La cosa davvero spaventosa è che qualcuno abbia una modalità per trovare le collisioni di SHA-256 veramente veloce senza l’uso di forza bruta o di grandi lotti di hardware e quindi prendere il controllo della rete. ” Ha detto il ricercatore di crittografia Matthew D. Green della Johns Hopkins University.

In altre parole, se l’hash SHA-256, che è stato creato dalla NSA, in realtà ha un metodo backdoor per craccare la crittografia, significherebbe che la NSA potrebbe rubare i Bitcoin di tutti quando vuole . (Chiamalo “Zero Day.”) Lo stesso articolo, scritto da Mohit Kumar, conclude misteriosamente: “Ancora oggi è troppo presto per trarre conclusioni su Bitcoin. Forse è stato progettato fin dal primo giorno come strumento per aiutare a mantenere il controllo delle risorse finanziarie del mondo. ”

E con questa affermazione, Kumar si è effettivamente imbattuto nell’obiettivo più grande in tutto questo: prendere il controllo sull’offerta di moneta mondiale mentre il sistema di moneta a corso forzoso si sgretola, viene sostituito con una moneta digitale mondiale controllata dai globalisti.

Pensi che la crittografia sia inattaccabile? Ripensaci…

Non pensare che la crittografia della criptovaluta sia sicura e inattaccabile, prendi in considerazione questo articolo di The Hacker News: Researchers Crack 1024-bit RSA Encryption in GnuPG Crypto Library , che afferma: “L’attacco consente a un utente malintenzionato di estrarre la chiave crittografica segreta da un sistema analizzando il modello di utilizzo della memoria o le uscite elettromagnetiche del dispositivo che vengono emesse durante il processo di decodifica. ”

Nota, importante, che questo è un sistema di crittografia a 1024 bit . Si dice anche che la stessa tecnica sia in grado di decodificare la crittografia a 2048 bit. In effetti, i livelli di crittografia vengono crackati quotidianamente da hacker intelligenti. Alcuni di questi livelli di crittografia alimentano varie criptovalute in questo momento. A meno che tu non sia un matematico di altissimo livello, non c’è modo di sapere con certezza se una valuta criptata è veramente non hackerabile.

Infatti, ogni criptovaluta diventa obsoleta con l’invenzione del calcolo quantistico su larga scala. Una volta che la Cina riuscirà a costruire un computer quantico funzionante a 256 bit, può efficacemente rubare tutti i Bitcoin nel mondo (oltre a rubare la maggior parte dei segreti nazionali e commettere altri caos globali a volontà).

These TWO breakthroughs could WIPE OUT Bitcoin


https://vimeo.com/231594458

Dieci passi verso la cripto-tirannia: il “grande piano” dei globalisti (e come coinvolge Bitcoin)

In sintesi, ecco un possibile piano dei globalisti per ottenere il controllo totale sull’offerta di moneta, i risparmi, le tasse e le transazioni finanziarie mondiali mentre schiavizzano l’umanità. (E tutto inizia con Bitcoin.)
1) Distribuire il Bitcoin creato dalla NSA per far sì che il pubblico sia entusiasta di una valuta digitale.

2) Preparare tranquillamente una criptovaluta controllata dai globalisti per prenderne il suo posto. (JP Morgan, o qualcun altro?)

3) Avviare una massiccia operazione di falsa bandiera (false flag) su scala mondiale che blocca i mercati del debito globale e mandi in fiamme le valute fiat. (Bufala di invasione aliena, falso attacco EMP della Corea del Nord, attacco terrorista della rete elettrica, ecc.)

4) Incolpare qualsiasi nemico conveniente sia politicamente accettabile (Corea del Nord, “i russi”, i piccoli uomini verdi o qualunque cosa occorra …).

5) Permettete alla piramide del debito in moneta fiat di crollare e covare fino a quando la pecora non sarà disperata (cioè la disperazione in stile venezuelano con le persone affamate che mangiano rifiuti nelle discariche).

6) Con grande clamore, annunciare una sostituzione con criptovalute sostenuta dal governo di tutte le valute legali e posizionare i governi mondiali come i SALVATORI dell’umanità. Consentire al pubblico disperato di scambiare le proprie valute legali con le criptovalute ufficiali.

7) Bandire i contanti e criminalizzare la proprietà dell’oro e dell’argento da parte di privati ​​cittadini. Tutto nel nome della “sicurezza“, ovviamente.

8) Criminalizzare tutte le criptovalute non ufficiali come il Bitcoin, facendo crollare il loro valore virtualmente durante la notte e incanalando tutti nella criptomoneta del governo mondiale, dove l’NSA controlla la blockchain. Questo può essere facilmente ottenuto incolpando l’evento di falsa bandiera (vedi sopra) una nazione o un gruppo che si dice sia stato “finanziato con Bitcoin, la criptovaluta usata dai terroristi“.

9) Richiedere identificatori RFID o biometrici incorporati per tutte le transazioni al fine di “autenticare” le attività di valuta cripto digitale un mondo. Mark of the Beast (il numero della bestia) diventa realtà. A nessuno è permesso mangiare, viaggiare o guadagnare un salario senza essere marchiati.

10) Una volta raggiunto il controllo assoluto sulla nuova moneta digitale mondiale, armata la blockchain tracciata dal governo per monitorare tutte le transazioni, gli investimenti e le attività commerciali. Confiscano una parte di tutta la criptografia con il pretesto della “tassazione automatizzata“. In caso di emergenza, il governo può persino annunciare tassi di interesse negativi in cui le partecipazioni diminuiscono automaticamente ogni giorno.

Con tutto ciò, i globalisti possono ora implementare un assoluto controllo totalitario su ogni aspetto della vita privata imponendo “blackout” finanziari a quegli individui che criticano il governo. Possono mettere in atto detrazioni automatiche per le violazioni del codice stradale, le tasse sulle targhe dei veicoli, le tasse di Internet e mille altre tasse opprimenti inventate dalla burocrazia. Con le detrazioni automatiche gestite dal governo, i cittadini non hanno alcun mezzo per fermare l’infinita confisca dei loro “soldi” da parte di burocrati totalitari e dei loro lacchè profondi.

Come lo vedi ora il Bitcoin?

Fonte: Sa defenza http://sadefenza.blogspot.it/2017/12/levidenza-indica-che-il-bitcoin-e-uno.html

Licenza Creative Commons
https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

mercoledì 13 dicembre 2017

Ugo Mattei: perché non ti fanno più togliere la batteria dallo smartphone (e molto altro)



"Ugo Mattei, giurista e professore di diritto internazionale e comparato all'Università della California di San Francisco e professore di diritto privato all'Università di Torino, spiega le conseguenze dell'interconnessione globale degli oggetti e - molto presto - degli uomini (l'internet delle cose, "the internet of things"), racconta la fine del mondo basato sul diritto amministrato dai giuristi, la fine stessa dei nostri diritti, la nascita della InfoFrontiera, e parla di un master switch globale, un gigantesco interruttore adagiato sui fondali oceanici pronto a scattare per spegnere l'interconnessione di luoghi, persone e oggetti in caso di necessità.


Servizio realizzato per Byoblu in occasione della Conferenza "Costituzione, Comunità, Diritti" che si è svolta a Torino il 19 novembre 2017 nell'Aula Magna della Cavallerizza Reale, da Silvio Marsaglia".

https://www.youtube.com/watch?v=H1XceGC0s8k 



"Forse un tempo era più facile controllare un milione di persone, anziché ucciderle fisicamente. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone piuttosto che controllarle."
- Zbigniew Brzezinski

lunedì 4 dicembre 2017

Giovani: morti improvvise, malori (IENA) e infarti a scuola sul computer. C’entra il Wi-Fi?



di Maurizio Martucci

Chi o cosa sta falcidiando un’intera generazione? Minando lo stato di salute dei più giovani?
Ieri è toccato ad una famosa Iena. Ma, riduzionista, il titolo è semplificato: in discussione non ci sono solo gli effetti sulla salute pubblica del Wi-Fi e dei diversi sistemi wireless (H24, ubiquitari e cumulativi), ma l’Elettrosmog nel suo complesso: invisibile e silente, il fenomeno elettromagnetico c’entra qualcosa con l’inquietante lista di lutti (prematuri) e malori (improvvisi) registrati nell’ultimo anno? Se si, cosa, come e perché? Se no, perché? Ecco i fatti.





Novembre 2016, Luca Marchi, diciannovenne padovano, muore sotto gli occhi della fidanzata per arresto cardiaco. Apparentemente senza motivo, il ragazzo stava bene. Nello stesso mese in una scuola di Como (attivo il segnale Wi-Fi) un ragazzo di 14 anni accusa un infarto in aula informatica davanti al computer, finendo in coma farmacologico. Dicembre 2016, su un campo di beach volley di Latina muore Martina Hauber (30 anni): si è “accasciata a terra sotto gli occhi increduli delle compagne che hanno provato a soccorrerla”. Motivo inspiegabile. Gennaio 2017, “non mi sento bene, vado a letto”, il viterbese Mauro Marsuglioni – anche lui apparentemente senza motivo – muore a 30 anni nella provincia di Pordenone: “potrebbe essere stato un problema cardiaco”, scrivono i giornali. Marzo 2017, a Basiliano (Udine) muore Rossella Marchiol (40 anni) per un improvviso malessere che la colpisce in casa. Nello stesso mese muore Alessandro Cerciello, 38, truccatore delle star, stroncato da un infarto anche lui mentre era a casa. Aprile 2017, Leone Gaetano, 44 anni, muore in Umbria colto da infarto mentre è alla guida di una moto. Maggio 2017, Elena Dotti, 16 anni di Costabissara (Vicenza) muore senza un perché per un malore fatale che non le lascia scampo. Novembre 2017, tocca ad Alessandro Leogrande, 40 anni, giornalista de Il Fatto Quotidiano e scrittore: “Una morte improvvisa!”, ribattono su di lui le agenzie. Dicembre 2017, Nadia Toffa, 38 anni e volto noto di ‘Italia 1’: “ho preso una bella botta”, posta lei (o chi per lei) sui social uscita dal coma (si credeva in pericolo di vita!), “non si è capito esattamente quale problema abbia avuto”, commenta Davide Parenti de Le Iene. Allora: che succede? Tutto normale? Tutto sotto controllo? Normale amministrazione?





E chiaro, ogni storia è a se. Così come è pacifico che ogni tragedia abbia bisogno di un’indagine autoptica per non scadere in conclusioni affrettate. Però è anche vero che il caso non esiste e tantomeno che si debba continuare ad ignorare come l’assenza di studi epidemiologici (eziopatogenesi?) e ricerche sull’incidenza mortale tra le generazioni più esposte alle irradiazioni elettromagnetiche (e che più usufruiscono per le connessioni senza fili), al netto dell’inspiegabilità di morti e malori improvvisi, non possa non prestare il fianco ad una rilettura in contro luce della recente cronaca nera. Se non proprio in un’ottica allarmistica, quanto meno in una chiave di lettura che deve far riflettere, se affiancata a ciò che ampia parte della comunità medico-scientifica internazionale ripete ormai da anni sui potenziali pericoli che la salute pubblica (anche in termini di costi sanitari) starebbe correndo nell’Era Elettromagnetica ubiquitaria (e incontrollata!).



Nella black list degli agenti cancerogeni dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2011) e col proliferare di sentenze nelle aule di tribunale che ne attestano giuridicamente la nocività per l’essere umano (s’è pronunciata anche la Cassazione, 2012), resta da capire il livello d’interferenza e il grado di pericolosità dei campi elettromagnetici (onde non ionizzanti, generalmente ritenute innocue!) col cuore (per chi non lo sapesse, l’elettrocardiogramma rileva proprio il ritmo, cioè la frequenza del campo elettrico e magnetico del cuore!) e l’eventuale correlazione con infarto del miocardio e morte improvvisa. (visto che sul rischio d’aumento e d’insorgenza diabete, ci sono già diverse ricerche a confermarlo!) Martin Blank, consulente pel Parlamento del Canada e ritenuto tra i massimi esperti mondiali in tema, sostiene infatti che “gli scienziati sovietici hanno ammesso che i campi elettromagnetici alla frequenza tra i 30 Mhz e 300 Ghz possono intaccare il sistema circolatorio dell’uomo (alternando il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna) e il sistema nervoso, anche a livelli troppo deboli per produrre effetti termici”. Martha Herbert, ricercatrice neurologia dell’Harvard University (USA), afferma che “migliaia di studi attendibili documentano gli effetti nocivi sulla salute delle Radiofrequenze (RF) emesse dai dispositivi di telecomunicazione (Wi-Fi, cordless, telefonini), e tali effetti sono, in particolare, di tipo neurotossico. Le attuali tecnologie sono state progettate e utilizzate senza tener conto degli effetti biologici ma solo di quelli termici. Ritenere questi ultimi come unici effetti apprezzabili è un atteggiamento scientificamente obsoleto”.

Angelo Gino Levis, già Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova e consulente OMS presso lo IARC, considerato un vero e proprio luminare in materia (sue le perizie per le sentenze shock sul nesso cellulare=tumore) , sostiene che “gli organismi viventi scambiano continuamente energia con l’ambiente circostante, tramite la loro attività metabolica: semplicemente per il fatto di essere vivi essi hanno un contenuto significativo di energia e sono lontani dall’equilibrio termico. Per questo motivo l’aggiunta anche di piccole quantità di energia può comportare conseguenze significative per la stabilità energetica dell’organismo vivente“. E ancora: col progetto da oltre 1milione € e il vanto in equipe di un nome del calibro di Luc Montagnier (Nobel per la medicina 2008) il fisico-matematico Livio Giuliani avrebbe curato l’infarto con terapia rigenerativa del tessuto del miocardio. Si trattava di un differenziamento di cellule staminali cardiache autologhe per mezzo di un differenziatore magnetico. Un ambizioso progetto affossato nella palude, secondo Giuliani, da chi avrebbe voluto nascondere l’evidenza: “Siamo stati sabotati!” – mi confidò – “il progetto dimostra gli effetti non termici ma a livello biologico, in ambiente non clinico, dei campi elettromagnetici. Capisce la portata rivoluzionaria?”.

Apriti cielo, i campi elettromagnetici interagiscono con l’organismo umano! Eccome! (altro che soli effetti termici di surriscaldamento!) Sarebbe questa non solo la prova provata degli effetti biologici di Wi-Fi & Company, ma un’inquietante motivazione per rileggere in filigrana un anno nerissimo, costellato da troppi malori improvvisi tra la generazione ‘sempre connessa’, di infarti e morti inspiegabili tra i giovani, soprattutto nella fascia 35-45 anni, ovvero quella che da circa 20 anni assorbe (più o meno passivamente, più o meno inconsapevolmente) l’irradiazione elettromagnetica di ripetitori di telefonia mobile, cellulari e sistemi vari di connessione senza fili Siamo tutti delle cavie?

di Maurizio Martucci
Fonte: https://oasisana.com/2017/12/03/giovani-morti-improvvise-malori-iena-e-infarti-a-scuola-sul-computer-centra-il-wi-fi/

Le strategie di controllo mentale utilizzate all’interno del circuito di Facebook.



Le strategie di controllo mentale utilizzate all’interno del circuito di Facebook.

1 L’effetto casino -

I suoni dei messaggi e dei commenti che arrivano, stimolano i centri del cervello adibiti all’eccitazione, sono simili ai suoni dei casinò che alternativamente attraggono le persone e che fanno in modo che si desiderino udirli. I suoni “dell’attenzione” possono fungere da riempitivo nella vuota vita di un individuo e causare una dipendenza da Facebook. Quando le persone reagiscono ad un nostro post con “mi piace” e commenti, viene stimolata una sostanza che genera appagamento, chiamata Dopamina, ed è dimostrato che ciò generi dipendenza.
Questa agenda distorce i legami famigliari e delle comunità distruggendoli, facendo si che gli individui creino legami con computer e apparecchi elettronici, anziché con la famiglia e altri esseri umani.

Uno dei fondatori di Facebook spiega ciò in questo commento.
https://www.msn.com/en-us/news/technology/sean-parker-we-built-facebook-to-exploit-you/ar-BBELRgF?li=BBmkt5R&ocid=spartandhp

2 Riconoscimento facciale -

Questo è il motivo per cui è chiamato “Facebook” dai gruppi dominanti che hanno creato questa tecnologia, per identificare il volto di ognuno, in modo che il software di riconoscimento facciale possa tracciare gli utenti nel mondo in caso questi dovessero venir meno al controllo o creare troppi problemi quando lo stivale Orwelliano li colpirà dritti in faccia negli anni a venire.
Peraltro questa tecnologia è completamente inutile perché nel caso di una recente condanna, per cui è stato utilizzato il programma di riconoscimento facciale, si ha fallito nel ravvisare che il vero criminale aveva un grande neo sul suo volto, mentre la persona arrestata e messa in prigione ( e finalmente poi rilasciata ), non aveva alcun neo.
Un’altro inganno per sbattervi in galera nel caso in cui doveste causare problemi ai nostri ingegneri social sulla rete di controllo. https://www.youtube.com/watch?v=Cbdw8ViEl1Y
Vogliono essere in grado di potervi seguire ovunque, in caso doveste abbandonare la succitata rete. La tecnologia di riconoscimento facciale è parte delle operazioni di allevamento di esseri umani, avente lo scopo di contenere tutto il bestiame umano all’interno del recinto.

3 Sfogo emozionale -

Lo sfogo emozionale della massa schiavizzata è una tecnica semplice, che è applicata in molte altre aree, non solo tramite Facebook.
Consiste nel fare in modo che la massa creda di potersi esprimere e di poter avere una sorta di controllo, permettendole di dar sfogo ad un’emozione o ad una potenziale ribellione, in modo da dirottare quell’energia satura di rabbia, dall’abusante padrone degli schiavi.
Questi ultimi non fanno esperienza di una gamma completa di stati d’animo o di controllo nelle loro vite, così le icone che esprimono le emozioni sono state aggiunte per favorire lo sfogo emozionale, una strategia volta ad ingannare la mente dello schiavo e per fare in modo che si illuda di avere il controllo. Per comprendere a pieno il concetto di sfogo emozionale, si suggerisce la visione del seguente video che mostra come lo sport venga utilizzato col medesimo scopo; consentire lo sfogo di una potenziale ribellione alle masse, e allo stesso tempo proteggere il tiranno padrone delle stesse.
https://www.youtube.com/watch?v=M1FMhYr05zo

4 Utilizzare i “mi piace” per generare dipendenza -

Gli algoritmi all’interno del programma di Facebook sono impostati per far sì che ciò che viene scritto come primo post alla propria lista di amici, abbia maggiore visibilità, e gli altri meno, mano mano che si utilizza Facebook. Ciò vuol dire che il primo post che viene condiviso al mattino con gli amici gode di ampia visibilità, mentre gli altri, condivisi nel corso della giornata, ne hanno sempre meno. Facebook è programmato come una macchinetta del casino, che elargisce una massiccia vincita di “mi piace”, con il primo post del mattino, in modo che ci si predisponga alla dipendenza giornalmente. È interessante notare anche che più si è attivi, maggiori saranno i mi piace, i commenti e la visibilità. In altre parole, se si è davanti al proprio computer, muovendo il mouse, arriveranno maggiori premi emozionali, al contrario di ciò che succederebbe se postassimo un contenuto per poi allontanarci dal pc. Questa sorta di sistema di controllo a premi di attivazione cerebrale causa dipendenza alla gratifica a breve termine, facendo in modo che le persone siano incapaci di applicarsi in un qualsiasi progetto che richieda una gratifica a lungo termine, nel futuro, come dare il via ad una attività commerciale, ad esempio. Questo sistema di stimolazione a breve termine influenza chi necessita di appagamento nell’immediato e allontana il vero successo basato sul raggiungimento di obiettivi a lungo termine. Ciò consolida la condizione di schiavitù, soprattutto influenzando la mente ad essere avversa all’intraprendere un’indipendente attività.
Nel seguente link viene spiegata la distruzione degli obiettivi a lungo termine ( il che è grandioso per l’1% che tira le fila, e molto dannoso per le masse ) tramite la dipendenza elettronica.
https://www.youtube.com/watch?v=hER0Qp6QJNU

La parte del cervello che viene attivata dalla stimolazione tramite Facebook, aumenta le sue dimensioni, e necessita in seguito di più stimolazioni, tramite Facebook o altre fonti stimolanti. Questo vuol dire che la tecnologia sopra descritta, che è provato attivi circuiti cerebrali inclini alla dipendenza all’interno del cervello, può innescare un’altra dipendenza e la ricerca di altro appagamento nell’immediato. In breve Facebook può innescare un edonismo impazzito che fagocita la spiritualità, cosa alquanto comune tra la popolazione, in generale.

5 Controllo dello sfogo -

Consentendo agli schiavi di illudersi di avere voce in capitolo riguardo ogni tematica, si impedisce loro di prepararsi a ciò che sta per accadere in realtà. Molte persone esprimono il loro voto online per salvare la foresta pluviale o per fermare l’inquinamento, o magari scrivono un articolo riguardante la corruzione del governo, ma quanti possiedono un’arma da fuoco, una stufa a legna, una fornitura di cibo, lotti di munizioni, energia solare, approvvigionamento di acqua fresca, etc.

Quando una persona pensa di offrire un aiuto nel mondo, nel suo piccolo, viene ritenuta uno “Slackavist”, ovvero una persona che abbraccia cause sociali o politiche sul web e tramite i social media, firmando petizioni ed operando il minimo sforzo.
La nostra società è oggi colma di impotenti narcisisti di questo tipo. I poteri che controllano Facebook preferiscono offrire l’illusione di controllo tramite i post, per favorire lo sfogo delle emozioni, piuttosto che gli schiavi applichino le medesime energie per prepararsi a ciò che sta per avvenire. I nostri ingegneri social utilizzeranno l’economia, il potere, la foga, il cibo, false flag, fomenteranno perfino violenza a volte, e il conseguente caos contro la popolazione, per cui sarebbe meglio prepararsi un minimo. Sarebbe opportuno smettere di scrivere post riguardo varie questioni e parlarne e basta, ma mobilitarsi piuttosto, e compiere qualche azione reale.

6 Controllo del dissidente -

Gli algoritmi di Facebook controllano chi posta le foto dei propri gatti e dei calici di vino il venerdì sera ( sostenitori del governo, appassionati di sport, etc.) e viene controllato anche chi sa cosa sta accadendo. Entrame le categorie sono target che utilizzano metodi differenti.
Lo schiavo inconsapevole sarà intossicato con i vaccini, farmaci nocivi, cibo spazzatura avvelenato sempre in aumento, radiazioni dei telefoni cellulari, fluoro, scie chimiche, tassazioni, organizzazioni benefiche che rubano denaro etc. mentre i dissidenti saranno scovati, eventualmente, a meno che tutti gli schiavi non si uniscano in un’unica forza per esigere un cambio di rotta da parte del padrone nel suo agire diabolico. Indipendentemente da ciò, nessuno verrà risparmiato, quindi divulgare informazioni e cercare di fare in modo che le persone acquisiscano consapevolezza, è l’unica strategia efficace da applicare utilizzando Facebook. È molto utile cercare su Facebook persone che custodiscano conoscenza, apprendere, educare, crescere, riscoprire la moralità, promuovere un comportamento etico e cercare di indirizzare il mondo verso la direzione di cui c’è bisogno per le generazioni future, e ciò non consiste nel postare foto in cui si è alticci ogni venerdì sera, o foto dei nuovi acquisti. Bisognerebbe smetterla e procedere. Facebook inoltre controlla le informazioni più disturbanti per il sistema, perché veritiere, e ne limita gli algoritmi, in modo che il minor numero possibile di persone possano condividere e divulgare quelle informazioni.
Al contrario vengono resi epidemici alcuni algoritmi per far sì che informazioni inutili e comportamenti remissivi si diffondano ampiamente, con lo scopo che l’obbediente si senta sicuro e soddisfatto perché gli viene garantito il feedback emozionale di cui ha bisogno nella sua vuota vita in schiavitù, nell’allevamento umano.

7 Analisi del comportamento -

Il comportamento della community di Facebook è analizzato giornalmente per verificare se l’ipnosi di massa è ancora in corso o no.
Come reagiscono le persone ad una particolare notizia che i nostri burattinai confezionano e diffondono tramite il malato sistema mediatico?
Quale storia è più efficace per instillare paura nelle menti delle persone, quali colori sono più efficaci, quale foto, le pecore sono ancora dormienti? C’è bisogno che i tiranni aggiungano ancora più veleni nei vaccini per assicurarsi di distruggere il funzionamento del sistema nervoso delle masse schiavizzate? È necessario più fluoro, più otturazioni di mercurio sono utili? Etc. Ciò è chiamato Cibernetica. Lo studio di come le balle si diffondano, quanto velocemente e verso quale direzione. L’1% al comando del mondo utilizza Facebook valutando il più offensivo dei metodi per instillare false informazioni nella psiche collettiva del pubblico. La propaganda di governo è pubblicità per le famiglie che tirano le fila, e come per ogni business che si rispetti, è necessario monitorare gli andamenti e i risultati della pubblicità in modo da sapere cosa è più utile al fine di condurre il profitto alle stelle.

8 L’effetto del linguaggio del “like”. -

Notate come al giorno d’oggi molti ragazzini siano impossibilitati nel comunicare efficacemente, perché ogni secondo la parola utilizzata è “like”. La magia della parola, l’abilità di comunicare efficacemente e cambiare l’idea di un’altra persona, viene interrotta dalla parola “like” utilizzata in una frase. L’integrazione della parola in questione in un periodo, è tipica del linguaggio di un individuo condizionato, per gli schiavi, perché la conversazione evidenzia un’assenza di comunicazione efficace di idee. L’uso del tasto “like” e conversazioni contenenti “like”, conducono la suddetta parola più in profondità, direttamente nel subconscio delle persone, rendendola più strategica in modo da poter essere usata nel linguaggio condizionato.
Ho ascoltato le conversazioni dei giovani di oggi e ogni secondo la parola “like” viene utilizzata, ovviamente questa forma di comunicazione distrugge la loro abilità di creare interazioni con gli altri o di formare gruppi, come un buon oratore ha sempre fatto da secoli. Utilizzando la parola “like” si verifica ciò che il docente John Taylor Gatto definisce la nuova stupidità. Si tratta di una stupidità indotta, che non si verifica naturalmente in adulti e bambini che non sono entrati in contatto durante la crescita con i media e con l’influenza del potere governativo.
https://www.youtube.com/watch?v=RUqOZ6GsF7o

9 L’agenda delle emoji -

Recentemente Facebook ha aggiunto le icone emoticon per esprimere una reazione emotiva ai post. Questo ovviamente è dovuto a ricerche che dimostrano che le persone impossibilitate nella comunicazione, non possono guidare se stesse, ne gli altri, perché non riescono a trovare l’appropriata formulazione per fare in modo che la loro informazione arrivi in modo efficace.

Viene dimostrato inoltre che le persone che non possono esprimere se stesse mediante il linguaggio, sono controllabili più facilmente sempre e sono più inclini alla violenza.
Utilizzando un emoticon come reazione ad un post, piuttosto che esprimere esattamente ciò che si sente a parole, è come se auto sabotassimo quella parte adibita all’espressione autentica delle emozioni e dei pensieri. Le emoticon sono pensate per rincitrullire ancora di più la massa asservita, facendola precipitare dalla scala evolutiva, verso la condizione di bavosi troll, rendendola incapace di comunicare o descrivere accuratamente il proprio stato emotivo, e cosa più importante, per eliminare ogni tipo di processo di pensiero profondo grazie al quale ci si potrebbe unire contro il tirannico controllo dei padroni. Prendendo il controllo del pulsante degli emoticon attraverso lo schermo, si può controllare lo spettro emozionale del partecipante. Utilizziamo la nostra mente e facciamo in modo che riemerga dal guado esprimendo le nostre emozioni con le parole e non con faccine che hanno confezionato per l’allevamento umano perché le utilizzassimo. Questo è simile a ciò che viene chiamato “L’effetto SpongeBob”, un progetto analogo avente lo scopo di ledere le capacità comunicative nei bambini.
https://www.facebook.com/jason.christoff.12/posts/10210390921101730

10 L’operazione di condizionamento tramite i commenti archiviati -

È una novità, Facebook archivia i commenti dei post e attende finché non si termina di scorrere in basso o non si apre un’altra finestra sul pc. 
A quel punto i commenti possono essere notificati, e viene così attivato il campanello Pavloviano di condizionamento per essere riportati alla pagina Facebook, in modo da condurre il ciclo della dipendenza più in profondità nel sistema nervoso. Così, i commenti da postare, vengono salvati e pubblicati di proposito quando l’utente è disconnesso, o ha smesso di scorrere in basso, o è su un’altra pagina. Tutto organizzato in modo che si torni sul social network per partecipare al piano dell’agenda che è stato qui descritto.


Utilizziamo Facebook con la consapevolezza di ciò che sta accadendo. Utilizziamo queste conoscenze per aiutare a studiare coloro che ci studiano nei comportamenti.

Conosci il tuo nemico.
Traduzione a cura di Marguerite Blanche

Articolo originale in Inglese: http://www.jchristoff.com/the-mind-control-tactics-used-within-facebook-2/

lunedì 27 novembre 2017

Anche l’uomo è vittima della violenza della donna





Source photo: https://pixabay.com/en/feminist-feminism-woman-s-rights-2923720/

Quando si parla di «violenza di genere» si pensa sempre a quella dell’uomo nei confronti della donna: un reato sicuramente ignobile, spesso coperto dal pregiudizio, dall’ignoranza e dalla discriminazione, che merita la giusta punizione. Senza nulla togliere alla gravità di tali comportamenti, troppo poco però si dice del fenomeno opposto, quello cioè della violenza delle donne nei confronti dell’uomo.

Fonte:  https://www.laleggepertutti.it/184812_anche-luomo-e-vittima-della-violenza-della-donna

domenica 19 novembre 2017

NXIVM: Il potente culto che trasforma donne ricche in schiave del controllo mentale


Nascondendosi, sotto le spoglie di un “seminario per il successo dei dirigenti”, NXIVM recluta donne ricche e le introduce in una bizzarra società segreta che fa il lavaggio del cervello ai suoi membri usando rituali e tecniche di induzione del trauma prese direttamente dal manuale dell’MKULTRA.



Quando veniamo a conoscenza delle oscure ed inquietanti verita` dietro NXIVM (pronunciato Nexium), è difficile capire come questa organizzazione sia riuscita a rimanere attiva per oltre due decenni. Mentre i resoconti sugli orribili metodi del culto sono emersi per la prima volta più di 15 anni fa, NXIVM continua a reclutare donne ricche, a incanalare milioni di dollari provenienti da famiglie elitarie e ad espandersi in tutta America.

Fondato dall'”affascinante e carismatico” leader Keith Raniere (chiamato “Vanguard” dai membri) e dalla sua collaboratrice Nancy Salzman (che si fa chiamare “Prefect”), l’organizzazione vende seminari per aiutare i dirigenti a raggiungere il successo. Tuttavia, all’interno di NXIVM c’è una società segreta chiamata DOS che trasforma le donne in schiave attraverso metodi simili al Controllo mentale Monarch.


Gli ex membri raffigurano Raniere come un uomo che manipola i suoi seguaci, facendo sesso con loro e esortando le donne a seguire diete impossibili per raggiungere il tipo di fisico che trovava attraente.
– New York Times, all’interno di un gruppo segreto in cui le donne sono marchiate

Analizzeremo ora questa bizzarra “sorellanza” e i suoi metodi che sono chiaramente basati sul Controllo mentale Monarch.

MAESTRI DEL CONTROLLO MENTALE



Keith Raniere e Nancy Salzman

Nel 1998, Keith Raniere e Nancy Salzman fondarono l’Executive Success Programs (ESP), una società che offriva corsi e seminari di life-coaching e auto-miglioramento. Il sistema era basato su un “amalgama di tecniche terapeutiche” come l’ipnosi e la programmazione neuro-linguistica (PNL). Sia Raniere che Salzman erano addestrati nella PNL, una ben nota tecnica di modificazione del comportamento. Non sorprende che la PNL sia una parte importante del controllo mentale Monarch.


I programmatori utilizzavano la PNL prima che diventasse nota come PNL nel 1976. (…) Se si studia la PNL, si scoprirà che libri come “Basic Techniques Book II” di Clifford Wright insegnano alla gente come creare stati dissociativi che sono personalità alternative e come sviluppare diversi stati mentali e pseudo personalità multiple. È difficile esprimere tutti i diversi crossover che la PNL ha con la programmazione Monarch, ma in in molte situazioni i concetti della PNL potrebbero essere stati d’aiuto ai gestori.
– Fritz Springmeier, la formula per creare uno schiavo del controllo mentale

In pochi anni, l’ESP ha formato più di 3.700 persone, compresi individui di grande potere come: Sir Richard Branson, magnate miliardario; Sheila Johnson, co-fondatrice di Black Entertainment Television (BET); Antonia C. Novello, un ex chirurgo generale degli Stati Uniti; Stephen Cooper, amministratore delegato in carica di Enron; Ana Cristina Fox, figlia dell’ex presidente messicano; e Sara e Clare Bronfman, le figlie dell’erede della fortuna di Seagram.

Pochi anni dopo, ESP cambiò il suo nome in NXIVM e rastrellò milioni di dollari vendendo il suo sistema brevettato chiamato “Rational Inquiry”. Per un corso di cinque giorni si spendono $ 10.000, NXIVM fornisce “formazione in settori quali etica, analisi logica e capacità di problem solving”.



Non ci volle molto prima che i giornalisti scoprissero i bizzarri metodi utilizzati nel culto NXIVM. Nel 2003, la rivista Forbes ha pubblicato un articolo intitolato Cult of Personality, che descrive alcune particolarità del programma:


Gli studenti pagano fino a $ 10.000 per cinque giorni di lezioni e un’intensa ricerca emotiva nelle sedute quotidiane di 13 ore. Si tolgono le scarpe durante la lezione, imparano oscure strette di mano e indossano fasce colorate brevettate in dozzine di diverse varianti che indicano il rango nell’organizzazione. Quando uno studente di alto rango entra nella stanza, gli si deve mostrare rispetto. Agli studenti viene insegnato di inchinarsi l’un l’altro e verso “Vanguard”. Durante le sue rare apparizioni, gli studenti si precipitano, in adorazione, da lui. Alcuni ex membri dicono di averlo visto salutare ogni donna con un bacio sulla bocca, anche se Raniere nega il tutto.
– Forbes, Cult of Personality

Tutti gli studenti devono firmare accordi di non divulgazione e giurare di non parlare mai di ciò che apprendono. Non diversamente dalla maggior parte delle società segrete elitarie, il silenzio dei membri è garantito da “potenziali ricatti”.


Per ottenere l’ammissione, ai membri viene richiesto di consegnare – fotografie compromettenti che saranno divulgate se l’esistenza e i segreti del gruppo venissero resi noti .
– New York Times, op cit.

I SOLDI DELLE BRONFMAN



Sara e Clare Bronfman all’evento con il Dalai Lama organizzato per NXIVM

Sara e Clare Bronfman sono le figlie del miliardario elitario Edgar Bronfman Sr. che era il presidente di Seagram (un tempo l’azienda distillatrice di bevande alcoliche piu` importante del mondo), il presidente del World Jewish Congress e un membro di spicco del gruppo Bilderberg. Sono le ereditiere di un impero globale che è ancora estremamente influente nel mondo di oggi. Inutile dire che quando sono entrate nei ranghi di NXIVM, le cose si sono fatte estremamente interessanti.

Il coinvolgimento delle sorelle Bronfman con l’organizzazione non è piaciuto al loro padre (che una volta definì NXIVM un “culto”), ma questo disaccordo non ha impedito il trasferimento di enormi quantità di denaro a Keith Raniere. I registri mostrano che Sara e Clare Bronfman hanno dato a Raniere più di $ 150 milioni, salendo nel frattempo ai vertici della compagnia.

Nel 2009, il Dalai Lama appari` ad un evento ad Albany, che ha dato a NXIVM un nuovo livello di “credibilità spirituale”.



Keith Raniere con il Dalai Lama nel 2009.

Tuttavia, i soldi di Bronfman non sono stati utilizzati solo per eventi media friendly. Si ritiene che una grossa fetta di quei soldi sia stata usata per scopi più nefandi.


Negli ultimi mesi, le persone hanno iniziato a farsi avanti con storie su nxivm. Storie su investigatori privati che ​​presumibilmente hanno messo le mani sui conti bancari e hanno intercettato telefonicamente gli oppositori di nxivm; storie riguardo alle minacce nei confronti degli oppositori del culto, racconti di un bambino di tre anni senza madre, portato nel gruppo come un neonato in circostanze misteriose, e racconti delle circostanze alla base della visita del Dalai Lama ad Albany. Al contempo iniziavano ad essere sollevate domande piu` oscure su come venivano usati i soldi delle Bronfman. In effetti, oggi, nelle molteplici cause che coinvolgono le sorelle Bronfman, vengono fatte accuse gravi – non solo riguardo a possibili ricatti e spergiuri ma anche concernenti altre attività “potenzialmente illegali”, tra cui il furto e “una cospirazione per falsificare documenti”.
– Vanity Fair, The Heiress and the Cult

Sorprendentemente, NXIVM è solo la facciata di un’organizzazione ancora più inquietante: un circolo magico che trasforma le donne in schiave.

DOS: IL CULTO DEL CONTROLLO MENTALE

Negli ultimi 20 anni, diversi giornalisti hanno esposto le pratiche sadiche e rituali del DOS (“Dominant Over submissive”). Nonostante la gravità delle accuse contro il DOS, le forze dell’ordine non hanno intrapreso alcuna azione contro di esso.

Secondo notizie recenti, una delle figure principali dietro DOS è Allison Mack, ex attrice nota per il suo ruolo nella serie “Smallville”.



La Mack intervista Raniere in “Raniere Conversations”.

Secondo Frank Parlato, ex portavoce di NXIVM, Mack è la seconda in comando in DOS. Secondo lui, non solo recluta schiavi, ma ha anche introdotto punizioni corporali nella società segreta. Dopo aver promesso loro maggiore “emancipazione” e attirandole usando attrici famose, DOS introduce le donne ad un mondo di traumi e di brainwashing che ha le sue origini nell’MKULTRA.


I detrattori dicono che Raniere gestisce un programma simile a un culto volto a scomporre psicologicamente i suoi sudditi, separandoli dalle loro famiglie e inducendoli in un mondo bizzarro di pretese messianiche, linguaggio idiosincratico e pratiche rituali.
– Forbes, op. Cit.

I più allarmanti, erano i resoconti dei crolli psicotici che si verificavano tra coloro che avevano partecipato al programma nxivm, resoconti che descrivevano quelle che sembravano essere tecniche classiche di lavaggio del cervello, in cui le persone venivano separate dalle loro famiglie e lentamente distrutte a livello psicologico.
– Vanity Fair, op. Cit.

Nel DOS, ai “maestri” viene detto di reclutare “schiavi” da introdurre nel circolo.


La sottomissione e l’obbedienza venivano usati come strumenti per raggiungere questi obiettivi, hanno affermato diverse donne. La sorellanza comprendeva circoli, ciascuno guidato da un “maestro” che avrebbe reclutato sei “schiavi”, secondo due donne. Col tempo, avrebbero reclutato schiavi per conto proprio.
– New York Times, Inside a Secretive Group Where Women are Branded

Le nuove reclute venivano poi condotte attraverso rituali di iniziazione che sono, in realtà, sessioni di tortura per provocare la dissociazione. In breve, è il controllo mentale basato sul trauma.


A marzo, la signora Edmondson giunse alla casa della signora Salzman a Clifton Park, New York, una città a circa 20 miglia a nord di Albany dove vivono Raniere e alcuni seguaci per una cerimonia di iniziazione. Dopo essersi spogliata, fu condotta con un lume di candela presso l’ubicazione del rito, dove si tolse una benda che le copriva gli occhi vedendo per la prima volta gli schiavi della signora Salzman. Le donne furono poi trasferite in una casa vicina, dove vennero marchiate.
– New York Times, op cit.

Si le donne vengono marchiate come bestiame!



L’ex membro Sarah Edmondson mostra il simbolo che è stato marchiato sul suo corpo.


Sarah Edmondson, una delle partecipanti, afferma che gli organizzatori le dissero che le avrebbero fatto un piccolo tatuaggio come parte dell’iniziazione. Tuttavia la donna non era preparata per quello che la aspettava. Ad ogni donna venne detto di spogliarsi e sdraiarsi su un lettino da massaggio, mentre altri tre le trattenevano le gambe e le spalle. Secondo una donna, il loro “padrone”, un alto funzionario Nxivm di nome Lauren Salzman, ordinò loro di dire: “Maestro, per favore marchiami, sarebbe un onore.”

Una dottoressa procedette utilizzando un dispositivo di cauterizzazione per marchiare a fuoco un simbolo di due pollici sotto l’anca di ogni donna, una procedura che durò da 20 a 30 minuti. Per ore, grida soffocate e l’odore del tessuto bruciato riempirono la stanza.
“Ho pianto tutto il tempo”, ha ricordato la signora Edmondson. “Sono stata dissociata dal mio corpo”.
– Ibid.

Si noti che “dissociarsi dal proprio corpo” è l’obiettivo ultimo della programmazione Monarch. Altre tecniche che inducono il trauma includevano l’esposizione delle donne a filmati “ultraviolenti”.


Il dottor Porter, come parte di un “esperimento”, mostro` alle donne clip di filmati graficamente violenti mentre una macchina a onde cerebrali e una videocamera registrarono le loro reazioni.

Le donne affermano di non essere state avvertite riguardo al contenuto violento delle clip.
– Ibid.

Non diversamente dalla maggior parte degli schiavi MK, quelli che subiscono la programmazione DOS hanno un trauma psicologico.


Dopo notti insonni e giorni di workshop di 17 ore, una donna di 28 anni di un’importante famiglia messicana dice che inizio` ad avere allucinazioni e che subi` un crollo mentale nel suo hotel vicino ad Albany. Ando` in ospedale e richiese un trattamento psichiatrico. Il suo psichiatra, Carlos Rueda, afferma che negli ultimi tre anni aveva trattato altri due membri della congregazione; uno ebbe un episodio psicotico.
– Forbes, op cit.

Toni Natalie, una delle ex fidanzate di Raniere (o, più esattamente, ex schiava) descrisse nel 2012 il trauma che è stata costretta a sopportare.


Durante i suoi anni con Ranière era così sottomessa a livello psicologico che, secondo i documenti del tribunale, rinuncio` a prendersi cura di suo figlio perché Raniere l’aveva incoraggiata a farlo. (…)

Era davvero brillante, dice, ma ” la sua genialità era la cosa più vicina alla pazzia”, ​​ricordando come le avesse detto di tenere il corpo del suo cucciolo morto nel congelatore del garage e guardarlo ogni giorno per poter affrontarne meglio la perdita.
– Vanity Fair, op cit.

Costringere gli schiavi a trascurare i loro bambini e tenere animali morti sono tecniche classiche di controllo mentale per indurre il trauma. E quando Natalie ha tentato di lasciare Raniere, si è trovata di fronte a terribili conseguenze.


La casa di Natalie è stata distrutta; la polizia venne mandata a casa di sua madre; la sua famiglia fu minacciata. (…)

Durante quegli anni, Natalie venne a sapere che nxivm ingaggio` il controverso investigatore privato di origine israeliana Juval Aviv per sorvegliare la sua casa e indagare sulla sua vita privata e le sue attività commerciali. Più volte, dice, gli agenti dell’FBI le hanno fatto visita, l’ultima volta in Febbraio.
– Ibid.

Una donna non e` riuscita ad uscire viva dal culto. Le circostanze intorno alla scomparsa di Kristin Snyder sono estremamente inquietanti.


Nel 2003, Kristin Snyder, una consulente ambientale di 35 anni, è scomparsa dopo una sessione in Alaska. Il suo corpo non fu mai trovato, ma nel suo camion, parcheggiato sulla riva della Resurrection Bay, c’era una nota che diceva: “Sono stata sottoposta a lavaggio del cervello e non riesco piu` a provare emozioni . . . . Si prega di contattare i miei genitori. . . se trovi me o questa nota mi dispiace . . . ma sono gia` morta. ”
– Ibid.

Mentre la maggior parte delle vittime sono donne, un’altra storia bizzarra coinvolge un bambino senza madre che venne allevato da NXIVM.


Si dice che le fondazioni delle Bronfman avessero usato fondi per pagare le cure di Gaelen, il bambino di tre anni che viveva nel “compound” di Halfmoon. La sua identità è un mistero. La storia “ufficiale” e` che venne “dato” a Barbara Jeske, una delle seguaci di Raniere, da suo nonno, dopo che la madre del bambino morì – per un incidente d’auto. Potrebbe essere nato nel Michigan, dove fonti dicono che la Jeske è andata a prendere Gaelen, ma anche questo non può essere confermato. Oggi Gaelen vive con Kristin Keeffe, la “consulente legale” delle Bronfman e di nxivm. Cresciuto come “l’erede” di Raniere e secondo le teorie sull’educazione dei figli di Raniere, nutrito con una dieta crudista, tenuto lontano da altri bambini, e curato da cinque bambinaie che gli parlano in una lingua diversa, tra cui russo, spagnolo, hindi e cinese. Gli ex addetti di nxivm sono stati così preoccupati per il bambino che hanno telefonato ai servizi di protezione dei minori, senza tuttavia avere successo.
– Ibid.

Anche Gaelen è uno schiavo MK?

CONCLUDENDO

NXIVM ha reclutato e annullato psicologicamente i suoi membri nelle ultime due decadi, sottoponendo i suoi partecipanti a orribili abusi al fine di distruggerli. Usando il carisma naturale di Keith Raniere, la conoscenza della PNL di Nancy Salzman e il denaro di Sara e Clare Bronfman, l’organizzazione è diventata una setta potente, che opera apparentemente al di sopra della legge.

Dopo anni in cui le denunce sono state sistematicamente ignorate dai media e dalle forze dell’ordine, sembra che le recenti storie abbiano finalmente fatto crollare la copertura dell’organizzazione rivelandone le strutture segrete. Rimangono tuttavia molti misteri irrisolti e ci si può facilmente chiedere se questa sia solo la punta di un iceberg molto oscuro.

Queste rivelazioni dimostrano che le organizzazioni elitarie possono utilizzare tecniche di controllo mentale per creare schiavi e, inoltre, che queste tecniche funzionano davvero. Le storie so testimonianze provenienti da donne vere e dalla loro vera esperienza con una vera organizzazione operativa. Questa non è una “teoria della cospirazione”. È un fatto.

Fonte: https://neovitruvian.wordpress.com/2017/11/18/nxivm-il-potente-culto-che-trasforma-donne-ricche-in-schiave-del-controllo-mentale/

venerdì 17 novembre 2017

Il Sistema Pardes e i quattro livelli di interpretazione della Sacra Scrittura - tratto da La Bibbia Rivelata Vol.1 -



Il Sistema Pardes e i quattro livelli di interpretazione della Sacra Scrittura - tratto da La Bibbia Rivelata Vol.1 - Iniziazione al Linguaggio esoterico della Sacra Scrittura di Michele Perrotta:

I quattro livelli di interpretazione dell’Ebraismo secondo il sistema PARDES sono i seguenti: Peshat, Remez, Derash, Sod.

La prima lettera di ognuna di queste P-R-D-S, insieme alle vocali necessarie per la pronuncia, danno la parola (acronimo) PARDES (“giardino” o “frutteto”- nome analogo al termine Paradiso).

Ogni livello è più profondo e più intenso del precedente.

Esaminiamoli uno per uno:

- Peshat (Semplice): senso letterale, immediato, storico, insegnamenti evidenti.

- Remez (Allusione): senso allegorico, simbolico.

- Derash (Esposizione): senso omiletico (che riguarda la conversazione/omelie:
predica morale, socievole, affabile).

- Sod (Segreto): senso esoterico (infonde profondi cambiamenti interiori, elevazione di stadi coscienziali; chiave esoterica-cabalistica che consente di “vedere” al di là del velo - comprendere verità celate).

Il livello spirituale più alto denominato Yechidah (Unità) comprenderebbe tutti i livelli di interpretazione o sensi del Pardes.

Il grado di Qabbalah (Kabbalah) rivelata riguarda quei livelli a partire da Sod sino a quello che i maestri mistici definiscono Qabbalah profetica in cui l’attaccamento a Dio è vissuto a livelli elevatissimi con tutte le missioni spirituali che essi comportano tra cui i Tiqqunim (la rettificazione spirituale) e la profezia.

È con questo sistema che dobbiamo studiare la Bibbia per comprenderne il significato più profondo custodito al suo interno....

...Nello Zohar (Sepher ha-Zohar) le quattro chiavi di lettura o livelli succitati vengono confrontati con i quattro “Maestri” del cammino mistico del Pardes.

Questa allegoria delle quattro visioni risulta, a nostro avviso, come una sorta di liberazione del pensiero stesso dell’Adam, “oltre il giardino” o quel “Paradiso terrestre”, attraverso vie diverse ma non separate tra loro.

In sostanza si tratterebbe di una liberazione della coscienza da concetti mentali mediante la trascendenza mistica.

«Il Signore Dio (Yahweh) prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse».
(Genesi 2:15)

“Guai a colui che dice che la Torà viene a narrare racconti mondani, e cose ordinarie.
Se così fosse, perfino nei nostri tempi potremmo comporre una torà (insegnamento) per le faccende ordinarie, perfino di qualità superiore. Perfino i potenti (principi) del mondo possiedono libri di valore superiore. Se fosse così, seguiremmo questi capi, e faremmo delle loro parole una torà. Ma non è così, poiché tutte le parole della Torà sono parole superne (celestiali) e segreti sublimi”.
(Rabbi Shimon)

“Guai ai malvagi che sostengono che la Torah è fatta solo di racconti mondani, e osservano solo tale rivestimento, e niente di più”.
(Sefer Ha-Zohar - “Libro dello Splendore”)

...Le quattro chiavi di lettura dei testi sacri sono, a nostro avviso, strettamente legate anche all’Alchimia poiché esse, oltre ad essere comparabili ai quattro elementi, sono potenti vie trasformative del Sè: conducono le energie psichiche e la coscienza dell’iniziato in uno stato paradisiaco di ascesi mistica dove sarebbe possibile "beatificare" l’ego (o meglio il sè).

Ogni testo sacro antico esige la seguente lettura quadruplice secondo gli elementi:

- Chiave letterale – Terra (che accomuna la mente del lettore al piano terrestre, alla natura e a tutto il creato).

- Chiave allegorica – Aria (che trasporta l’essenza di Dio nel lettore).

- Chiave morale – Acqua (che purifica colui che legge).

- Chiave anagogica – Fuoco (che brucia senza consumare il cuore del lettore trasportandolo verso le dimensioni spirituali).

I testi sacri ci indicano velatamente che l’uomo è legato ad un cordone ombelicale invisibile che lo tiene vincolato alla natura, al cosmo e a Dio.

"A voi (apostoli/iniziati ai misteri di Dio) è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, perché guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato".
(Marco 4:11-12)

Continua....

La Bibbia Rivelata Vol.1 - Iniziazione al linguaggio esoterico della Sacra Scrittura:
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-bibbia-rivelata-vol-i-libro.php

La Bibbia Rivelata Vol.2 - Il Corpo di Luce e il Segreto del Fiore della Vita:
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-bibbia-rivelata-vol-ii-libro.php

La Bibbia Rivelata

https://www.facebook.com/labibbiarivelata/photos/a.210338646075049.1073741828.210327252742855/380378155737763/?type=3&theater

mercoledì 15 novembre 2017

SIMBOLI DELL'OCCULTO NEI MARCHI DI FABBRICA – PRIMA PARTE



A CURA DI THE VIGILANT CITIZEN

Nel corso del XX Secolo il paesaggio urbano è stato invaso dai logo delle corporazioni. Alcuni studi rilevano che l’individuo medio si ritrova davanti un migliaio di marchi di fabbrica al giorno. Sono in pochi, tuttavia, a interrogarsi sul significato simbolico di questi strumenti pubblicitari e sulla loro origine occulta. Questo articolo analizza la fonte esoterica di alcuni famosi logo aziendali

Pensate un po’ ai posti in cui, in una giornata qualsiasi, vedete un logo: sugli oggetti di uso domestico, sulle auto, sugli abiti, nella pubblicità televisiva, sui manifesti, nelle insegne, in ogni evento sportivo e anche in questa stessa pagina (scusate tanto). I logo sono uno dei risultati di studi approfonditi (finanziati dalla “Chicago School” di Rockefeller) nel campo delle scienze cognitive, della neuropsicologia e della biologia. Questi studi rappresentano il cuore del “marketing”, un’attività intensivamente finanziata che mantiene le sue scoperte totalmente segrete all’opinione pubblica. Perché tenere segrete queste scoperte? Be’, se sapeste in che modo il marketing vi manipola, non ci caschereste più.

L’enorme visibilità dei marchi aziendali offre anche alle èlite la possibilità di mettere in mostra le loro credenze e il loro potere. Allo stesso modo in cui simboli occulti vengono inseriti in edifici e luoghi pubblici, essi vengono celati in piena vista nei logo corporativi. Esamineremo ora le origini e il significato dei simboli utilizzati nei marchi. Questo articolo si concentrerà sul Disco Solare Alato, la Vesica Piscis e il sole nascente. Ulteriori articoli tratteranno di altri simboli.




[Un diluvio di marchi]

Il Disco Solare Alato



Questo antico simbolo viene comunemente associato all’Egitto, sebbene venisse utilizzato da Persiani e Assiri, e anche da remote culture del Sud America e dell’Australia. Consiste in un globo solare fiancheggiato da due ali. Tradizionalmente, gli egizi ponevano sulle ali due serpenti, rappresentanti le dee protettrici dell’Alto e Basso Egitto. Thomas Milton Stewart spiega così il suo significato mitologico:

“Horus, il redentore degli egizi nato da una vergine, venne al mondo per distruggere i nemici del grande Dio, Ra. Per questo Horus mutò se stesso nella forma di un disco solare alato, e prese con sé le dee Nekhebet e Uatchit, sotto forma di due serpenti. Dopo la loro guerra vittoriosa contro i nemici di Ra, Horus ordinò a Thoth, il dio del Sapere Occulto, che il disco solare alato coi due serpenti venisse portato in tutti i santuari di tutti gli dei del Sud e del Nord.”

Circa il simbolismo, l’autore continua:

“I punti simbolici nella precedente leggenda sono molto antichi, dato che appartengono al primissimo periodo [della civiltà egizia]. Il disco alato, che come geroglifico significa ‘diventare – essere – creare’, fa parte delle decorazioni simboliche di ogni tempio, appare su ogni soglia o cancello, ed è il simbolo di una delle più antiche espressioni di vita dopo la morte che abbia raggiunto la nostra epoca.”
– Thomas Milton Stewart, “Symbolism of the Gods of the Egyptians and the Light They Throw on Freemasonry”

Questo simbolo è una rappresentazione dell’ascesa al Divino dell’anima, tramite l’aiuto dei due serpenti, saggezza e conoscenza:

“Ed è questo il significato del disco solare alato, – È il simbolo della perfetta Aspirazione verso il Divino, della Purificazione della natura inferiore, e dell’ascesa finale all’unione con l’Uno.”
– G.A. Gaskell, “Egyptian Scriptures Interpreted Through the Language of Symbolism Present in All Inspired Writings”

I mistici egizi utilizzavano il sole alato per la magia rituale e per le invocazioni:

“Emblema dell’elemento aria, esso consiste in un cerchio o disco di tipo solare racchiuso tra due ali. Nella magia rituale esso si trovava sospeso al di sopra dell’altare, orientato verso est e viene utilizzato nell’invocare protezione e collaborazione dalle silfidi.”
– Hope, Murry, “Practical Egyptian Magic”

Il sole alato viene tuttora utilizzato da gruppi come la Massoneria, i Teosofi e i Rosacroce.

“Il Globo Alato è un caratteristico simbolo dei Rosacroce, per quanto anche gli Illuminati potrebbero rivendicarlo, e si possa ammetterne la sua origine egizia. Il Globo Alato è il simbolo dell’anima purificata [perfected] che torna volando alla fonte della sua creazione, negli ultraterreni Campi Elisi.”
– Swinburne, Clymer, “The Rosicrucians Their Teachings”

In tal modo questo antico simbolo mistico e magico, che rappresenta l’anima purificata, ha adornato le soglie per millenni, ed è così anche adesso. Qui vediamo il sole alato utilizzato in edifici massonici e rosacrociani.





[L’entrata di un giardino rosacrociano]



[Il sole alato al di sopra del trono del Maestro Venerabile, nella Sala Egizia della Gran Loggia di un tempio massonico.]

Dato che le ali sono il mezzo di trasporto dell’anima purificata, questo simbolo è stato utilizzato dall’industria dei trasporti.




[Il sole alato, con un’occhio onnisciente al posto del sole]



[Logo della Bentley]

[Logo della Mini Cooper]




[Il marchio alato della Harley-Davidson]



[Il logo della Aston Martin]


[La forma stilizzata di disco solare alato usata come logo dalla Chevrolet]



La Vesica Piscis




Questo antico simbolo è formato da due cerchi che si intersecano, e appartiene alla geometria sacra. Il riferimento al pesce deriva dal fatto che la parte centrale ricorda un pesce. Il suo significato mistico è sempre stato avvolto nel mistero iniziatico, ma molti concordano nel ritenerlo la rappresentazione del principio femminile – la “vulva della Dea”.

“La Vesica Piscis, due cerchi intrecciati, è anche nota come ‘Yoni’. Il nome ‘yoni’ si riferisce alla parte mediana dei cerchi intrecciati, e deriva dal termine sanscrito che significa ‘passaggio divino’. Dato che lo yoni è il femminino, lo si dovrebbe considerare in una prospettiva che colleghi il passaggio divino al sesso, dell’unione maschile/femminile. È questo collegamento, col suo nesso con rinascita e rigenerazione, che resta una verità fondamentale nel nucleo stesso delle fondamenta strutturali dell’Occulto.”
John Yarker, “The Arcane Schools”

Il Cristianesimo primitivo rappresentava spesso il Cristo all’interno di una Vesica Piscis, che rappresentava l’utero della Vergine.




La Vesica Piscis riveste un significato importante anche nella Massoneria:

“La Vesica è ‘un elemento universale dell’architettura o Massoneria, e fonte o sorgente prima da cui derivano i suoi segni e simboli – essa costituisce il grande e costante segreto della nostra antica fratellanza’.”
– George Oliver, “Discrepancies of Masonry”

Albert G. Mackey parla dell’uso della Vesica nella prima Massoneria:

“Come simbolo, veniva frequentemente utilizzato nella decorazione delle chiese dai massoni del medioevo. Gli emblemi delle università, delle abbazie e di altre comunità religiose, così come quelli di singole personalità ecclesiastiche, avevano invariabilmente questa forma. Per questo, in riferimento al carattere religioso dell’istituzione, è stato suggerito che l’emblema delle Logge Massoniche dovrebbe anch’esso avere questa forma, al posto di quella circolare ora in uso.”
Albert G. Mackey, “Encyclopedia of Freemasonry”

Possiamo vedere l’uso tipico della vesica in un sigillo massonico:



[Sigillo della Loggia Academia n.847]

Probabilmente per la sua associazione con la sessualità, la vesica viene utilizzata da industrie dell’abbigliamento e di altri settori.





[Il logo di Chanel]


[Il logo di Gucci]


[Il logo di DC Shoes]

[Il logo della Mastercard]


[Le sigarette al mentolo Kool]

Il Sole Nascente

Il simbolo di un sole che sorge si può associare col culto del sole. Nell’antico Egitto era associato ad Horus. Gli occultisti ritengono che rappresenti la nuova era dell’Acquario e l’arrivo di una nuova emanazione dal centro della galassia, l’Alba Dorata [Golden Dawn]. Il sole fiammante viene anche associato col concetto prometeico/luciferiano di donare il fuoco (la conoscenza) all’uomo.

“Un modello mitico ricorrente per i rivoluzionari – i primi romantici, il giovane Marx, i russi del tempo di Lenin – era Prometeo, che rubò il fuoco agli dei perché venisse utilizzato dall’umanità, La fede prometeica dei rivoluzionari ricorda sotto molti aspetti la diffusa convinzione moderna che la scienza condurrà gli uomini dall’oscurità verso la luce. Ma c’era anche una più mirata ipotesi millenaristica, secondo la quale nel nuovo giorno in procinto di spuntare il sole non sarebbe mai più tramontato. Nei primi tempi della Rivoluzione Francese nacque un ‘mito solare della rivoluzione’, che suggeriva che il sole stava per sorgere su una nuova era da cui le tenebre sarebbero state bandite per sempre. Quest’immagine venne incorporata ‘in un livello di coscienza che allo stesso tempo interpreta qualcosa di reale e produce una nuova realtà’. ”
– James H. Billington, “Fire in the Minds of Men”

Manly P. Hall spiega il significato del sole nascente nel contesto delle società segrete come la Massoneria.

“Il lascito diretto del piano essenziale delle Scuole Esoteriche venne affidato a gruppi già pronti per l’opera. Le gilde, le trade unions e altre simili Società di mutuo soccorso vennero rinforzate internamente dall’introduzione dei nuovi saperi. La progressione del piano richiedeva un allargamento dei confini del progetto filosofico. C’era bisogno di una Fratellanza Mondiale, sostenuta da un efficace e massiccio programma educativo che seguisse il ‘metodo’. Una tale Fratellanza non avrebbe potuto accogliere subito tutti gli uomini, ma avrebbe potuto unificare l’opera di un certo tipo di uomini, a prescindere dalla loro razza, dal loro credo religioso e dalla nazione in cui vivevano. Ecco gli uomini con uno scopo, i figli del domani, il cui simbolo era… un sole fiammante che si leva sulle montagne dell’est.”
– Manly P. Hall, “Masonic Orders of Fraternity”

In altre parole, il sole nascente rappresenta gli iniziati di queste antiche società segrete. Questo simbolo è usato in numerosi logo aziendali:


[All’interno della conchiglia (che rappresenta la dea venere) un sole nascente]








[Sole basso sull’orizzonte nel logo di Days Inn]






[Non è una patatina, ma un sole nascente]






[La parte migliore della sveglia… L’occulto in tazza [Caffè Folgers]]






[Anche Obama ha utilizzato il simbolo del sole nascente. È un massone del 32º grado della Loggia Prince Hall [l’unica loggia statunitense con membri di colore – ndt], non lo sapevate?]

Per concludere

Questo è il primo di una serie di articoli riguardanti i simboli occulti nei marchi di fabbrica. Non ho cominciato coi più ovvi o coi più sfacciati, ma questi sono ottimi esempi del radicamento del simbolismo esoterico nella cultura di massa. A che scopo inserire simboli occulti nei logo? È un’arrogante manifestazione di potere da parte delle èlite, o un modo di celebrare religioni misteriche? Gli studiosi di esoterismo affermano che i simboli hanno un profondo effetto sulle masse:

“È noto che l’Inconscio, personale o collettivo, opera per mezzo di figure e immagini, dato che il linguaggio parlato è un’acquisizione relativamente recente. […] La magia […] parla alla mente subconscia dell’uomo attraverso le immagini arcaiche dei suoi simboli e rituali, producendo così quei ‘mutamenti del subconscio’ che il mago persegue.”
– W. E. Butler, “Magic; It’s Ritual, Power and Purpose”

Considerando il fatto che i membri di società occulte come la Massoneria studiano la Magia e il potere dei simboli, non c’è dubbio che molti marchi aziendali siano l’applicazione di questa antica conoscenza. Si sospetta perfino che certi logo siano sigilli, simboli che sono stati magicamente infusi allo scopo di focalizzare il subconscio sull’esecuzione di determinate azioni. In altre parole, sono molto più potenti di quanto pensiate.

Titolo originale: ” Occult Symbols in Corporate Logos (pt. 1)”

Fonte: http://vigilantcitizen.com
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19.05.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D’AMICO
https://comedonchisciotte.org/simboli-dellocculto-nei-marchi-di-fabbrica-prima-parte/

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La pianta della procreazione di Etana



The Etana procreation’s plant



Il poema noto come La Leggenda di Etana o Epopea di Etana è un racconto mitologico mesopotamico che rientra in quell’insieme di narrazioni dove ricoprono un ruolo importante fonti alimentari (piante, acque o cibi) dalle proprietà miracolose, magiche o salvifiche. Il più noto di questo genere di racconti è forse l’Epopea di Gilgamesh (si veda La pianta di Gilgamesh), e vi appartengono anche Il racconto di Adapa e il Ciclo di Lugalbanda.

Sono state riconosciute tre versioni dell’epopea di Etana, distinte cronologicamente: una Versione Antica Babilonese, proveniente dagli scavi di Larsa e Susa, una Versione Media Assira, venuta alla luce negli scavi di Assur, e una Versione Tarda o Neo-Assira, ritrovata a Ninive. Quest’ultima, che è la più completa, o meglio la meno incompleta, viene chiamata anche Versione Babilonese Standard.
Ma l’epopea di Etana è certamente più antica, d’origine sumera, dato che il nome di Etana è presente nella Lista dei Re Sumeri, che le vicende dell’epopea sono ambientate nella città sumera di Kiš, di cui Etana fu un sovrano (considerato in alcuni testi storico-mitologici come il primo sovrano dopo il Diluvio), e che l’elemento iconografico di Etana che ascende al cielo sul dorso di un’aquila è riportato già in un sigillo cilindrico accadico ascrivibile alla seconda metà del III millennio a.C.

La maggior parte delle tavolette in cui è riportato il tema di Etana sono rotte o logore, tale per cui il testo cuneiforme è molto frammentario e lacunoso, e ciò ha dato adito a continue dispute fra gli studiosi nella ricostruzione del racconto; una ricostruzione lenta e faticosa che dura da più di un secolo, e che viene continuamente modificata in base ai ritrovamenti di nuovi frammenti di testo. Il principale contenzioso accademico si basa sull’appartenenza o meno al ciclo di Etana di diversi testi frammentari, e ciò ha promosso l’elaborazione di versioni “ristrette”, di cui la più minimalista è quella proposta da Claudio Saporetti (1990), e versioni più ampie, di cui la più estesa è quella proposta da Kinnier Wilson (1985, 2007). Una ricostruzione intermedia è stata proposta da Novotny (2001). In questa sede seguo principalmente la ricostruzione data da Wilson, poiché mi appare quella con maggior corrispondenza e “coerenza mitologica”.



Una delle tavolette in cui è incisa in caratteri cuneiformi la storia di Etana (da Wilson, 1985, Tav. Ia)

Il racconto inizia con la progettazione e costruzione da parte degli dei della città di Kiš, che dovrà essere abitata dall’umanità. Terminata la costruzione, il dio del vento Enlil e la dea della procreazione Ištar cercano un uomo che sia adatto a regnare su Kiš, e individuano Etana come persona più appropriata. Per Novotny (2001, p. xi) questo atto fonda mitologicamente l’origine del potere sovrano fra gli uomini, e Selz (1998) vede la leggenda di Etana aver ricoperto la funzione di stabilire i principi dell’ereditarietà e del regno dinastico, provvedendo alla loro legittimazione.

Il racconto prosegue con la presentazione di un problema di natura, appunto, ereditaria: la moglie di Etana non riesce ad avere dei figli, probabilmente a causa di una malattia denominata la’bu che non le permette di portare a termine le gravidanze. La moglie ha un sogno, in cui vede una pianta, la “pianta della procreazione” (šammu ša alādi), e comunica il sogno a Etana:

“… era la pianta della nascita!
… la terra iniziò ad aprirsi,
… ho visto la sua crescita;
…. pianta divenne maturo, mi rallegrai” (Wilson, 1974, p. 242)

Per Wilson in queste righe frammentarie sarebbero indicati alcuni stadi di sviluppo della pianta, che la moglie di Etana nel sogno vederebbe crescere davanti a lei. In una riedizione del testo, il medesimo Wilson (1985, p. 87) ritraduce le ultime due righe come segue: “…. non ho potuto vedere dove cresce. E [quando il fiore] della pianta fiorì, si seccò via”. Da quest’ultimo passo lo studioso sospetta che vi sia un’indicazione che la pianta possa essere usata una sola volta, un dato che troverà conferma nelle parole di Ištar che vederemo più avanti. In un nuovo frammento si legge una riga aggiuntiva dove si evince che nel sogno la moglie di Etana vede la pianta tenuta nella mano di una figura maschile: “Egli tiene la pianta nella sua mano destra – così il sogno è favorevole”. Dal medesimo frammento veniamo a sapere il doppio nome della moglie di Etana, Muanna e Sherbi, dove il primo significherebbe “prole del cielo” o “bambina del cielo” (Wilson, 2007, p. 16).

Dopodiché la scena cambia, e diventa protagonista una coppia di animali simbolicamente antitetici, un’aquila e un serpente. Questi decidono di essere amici, di aiutarsi vicendevolmente, e di andare a cacciare insieme sui monti per le loro proli. I due animali vincolano l’amicizia con un solenne giuramento pronunciato davanti al dio-sole, Šamaš. Vivono presso il medesimo albero, un pioppo dell’Eufrate che parrebbe trovarsi in un giardino della città di Kiš, l’una avendo nidificato sui rami più alti, l’altro fra le sue radici.
Ma a un certo momento la loro amicizia viene meno per colpa dell’aquila che, approfittando di un momento di assenza del serpente, scende nel suo nido e ne sbrana i piccoli. Da alcuni frammenti del testo sembrerebbe che l’aquila non faccia questa azione per pura malvagità, ma perché mossa dalla preoccupazione che il serpente la preceda nell’inevitabile rottura dell’amicizia. In questo passo il testo è molto frammentario, e ciò ha dato adito a diverse interpretazioni e ipotesi sul motivo del tradimento dell’aquila. In una variante, presente in un frammento di tavoletta venuto alla luce dagli scavi di Susi e datata alla prima dinastia babilonese, l’aquila, prima di compiere il gesto omicida, si rivolge ai suoi piccoli per spiegare le sue intenzioni:

“Figli miei….
andranno e cercheranno….
cercheranno l’erba di [del generare]…
e io voglio mangiare i figli del serpente….
volerò….
e troneggerò…” (Scheil, 1927, p. 105).

In un’altra versione si legge:

“Voglio mangiare i figli del serpente. Il serpente il cuore…
Salirò e in cielo starò,
scenderò sulla cima dell’albero e mangerò il frutto” (Saporetti, 1990, p. 63)

Secondo Saporetti, l’aquila aveva compreso che i piccoli del serpente si sarebbero prima o poi impossessati della “pianta della procreazione” (“andranno, cercheranno”), e ciò avrebbe comportato in un qualche modo una disparità di rapporto fra le due specie animali; per questo l’aquila avrebbe deciso di anticipare gli eventi, impadronendosi della pianta (“mangerò il frutto”) e trucidando i piccoli del serpente. “Ecco quindi che l’intenzione di divorare i piccoli del serpente pare essere legata in un qualche modo all’esistenza della pianta del generare” (Saporetti, 1984, p. 63).
Al ritorno, il serpente vede il nido distrutto, e dalle orme lasciate sul terreno comprende chi è stato l’autore del misfatto. Disperato, chiede giustizia al dio Šamaš, testimone del giuramento un tempo pronunciato fra il serpente e l’aquila. Rispondendo alle suppliche, Šamaš aiuta il serpente a vendicarsi, e questo riesce a spennare l’aquila e a gettarla in una fossa, dove intende lasciarla morire di fame e di sete.

Il racconto, dopo importanti lacune, prosegue con una lamentela dell’aquila e un suo dialogo con Šamaš, che sembra prometterle di inviarle un uomo che la salverà (Jastrow, 1910, p. 108).
Dal canto suo, Etana è disperato perché non riesce ad avere figli, non potendo quindi assicurare una continuità alla discendenza regale, e prega ogni giorno Šamaš, lo supplica affinché gli conceda dei figli, e gli chiede anche la pianta della procreazione: “oh signore, dammi la pianta della nascita! Esponimi cosa è nascosto!” (Wilson, 1985, p. 59).
A un certo punto Šamaš risponde alle suppliche di Etana e gli comunica in sogno un preciso messaggio:

“Segui la strada, attraversa i monti;
Appena hai attraversato le colline,
cerca una fossa, avvicinati.
Dentro è stato gettata un’aquila;
essa ti darà la pianta della procreazione!” (Wilson, 1985, p. 59)

Da ciò si evincerebbe che l’aquila, dopo la strage dei piccoli di serpente riportata nella prima parte del racconto, sia riuscita a sapere dove fosse o forse ad appropriarsi di questa pianta.
Etana effettua il viaggio oltre i monti e trova la fossa dove giace l’aquila, la salva aiutandola a uscire dalla fossa e la cura sino a farle ricrescere le piume. A questo punto Etana chiede anche all’aquila l’erba della procreazione:

“Amico mio, dammi la pianta della procreazione!
Rivelami la pianta della procreazione!” (Wilson, 1985, p. 105)

L’aquila risponde che questa pianta non si trova in alcun angolo della terra, e suggerisce di rivolgersi a Ištar per avere informazioni.

Seguono una serie di sogni e alcuni tentativi di ascesa ai cieli, ma il numero dei sogni e delle ascese, così come l’ordine cronologico di questi eventi sono stati molto dibattuti fra gli studiosi. Wilson ha contato inizialmente quattro ascese al cielo, ma in seguito a nuovi dati ne ha riconosciute solamente due, un dato su cui sembrano essere concordi tutti gli studiosi, a parte Saporetti, che ritiene vi sia stata una sola ascesa al cielo.

La descrizione dei sogni è molto frammentaria; in uno di questi, forse il secondo, Etana vede serpenti cattivi che gli presentano omaggi e tributi. In un altro, che Wilson ritiene fatto dall’aquila, essa si vede salire al cielo portando sulle spalle Etana, raggiungere via via le sette dimore delle divinità Anu, Enlil (il dio del vento), Ea (dio della sapienza), Sin (la luna), Šamaš (il sole), Adad (dio della tempesta), e infine Ištar (dea della procreazione). Quindi i due personaggi terreni entrano in una casa e interagiscono con una figura femminile, molto probabilmente Ištar, seduta su un trono e circondata da leoni. Nel momento in cui i leoni stanno per lanciarsi contro l’aquila ed Etana, l’aquila si sveglia di soprassalto, intimorita. Da questo sogno Etana parrebbe ricevere comunque un’importante informazione: la pianta della procreazione si trova nel cielo di Ištar.

In una prima ascesa al cielo, l’aquila ed Etana parrebbero riuscire a raggiungere via via i sette cieli, ma a un certo punto il sovrano sembra intimorirsi e collassa sul dorso dell’aquila, ed entrambi precipitano, pur salvandosi poiché forse atterrano su una catasta di legno che ne ammorbidisce l’impatto al suolo. E’ forse dopo questo primo tentativo che andrebbero collocati un paio di sogni, o forse tre, di cui uno potrebbe riguardare l’indicazione del luogo dove cercare la pianta, e un altro riguarderebbe la visione dell’ascesa al cielo (Novotny, 2001, p. xiii). Wilson (2007, p. 29) ha suggerito la possibilità che la prima ascesa al cielo avesse il solo scopo di provare la resistenza e le concrete capacità dell’aquila di poter effettuare il volo con in groppa Etana, e che solamente la seconda ascesa avesse per scopo l’incontro con Ištar.

Sul fatto che Etana riesca a ottenere la pianta della procreazione non v’è stato accordo fra gli studiosi, dato che non tutti hanno accettato l’inclusione di alcuni brani come facenti parte del racconto. Ma il fallimento nell’ottenimento della pianta della procreazione trova difficoltà di concordanza con la constatazione, riconosciuta da tutti gli studiosi, che in un modo o in un altro Etana sembra infine aver risolto il problema della procreazione, dato che nella Lista dei Re Sumeri è riportato che Etana ebbe un figlio successore di nome Balih:

“Etana, il pastore, colui che ascese ai cieli,
che mise in ordine tutti i paesi, era re;
Regnò 1500 anni; Balih, figlio di Etana, regnò 400 anni”
(Lista dei Re Sumeri, i 39-ii 22; rip. in Winitzer, 2013, p. 456).

Saporetti ha negato una qualunque continuazione del racconto, e tanto meno con risultati positivi, convinto in un’unica ascesa al cielo, fallimentare: “Qualunque proposta ci sia stata per trovare un seguito alla storia, credo che di sicuro non ci sia nulla: né testi proposti come ipotetica continuazione, né quanto si è voluto immaginare”. Una risoluzione un po’ troppo perentoria, che serve allo studioso italiano per avvallare la sua personalissima visione di un “insegnamento morale” della storia di Etana, e che sarebbe costituito dalla caparbietà umana comunque premiata indipendentemente dai risultati; Etana sarebbe stato premiato ottenendo finalmente un figlio per la sua ostinazione nel “travalicare la propria debolezza ergendosi a imitatore di Dio” (Saporetti, 1990, p. 67). Una considerazione fantasiosa e che by-passa in maniera troppo serpentina il problema di come Etana sia di fatto riuscito a ottenere un figlio.
Con argomentazioni almeno un po’ più concrete, la cui comprensione e valutazione sono tuttavia relegate agli specialisti della scrittura cuneiforme, anche Horowitz (1990) era giunto alla conclusione di una singola ascesa ai cieli di Etana, quella conclusasi con la caduta al suolo. Ma i ritrovamenti di nuovi frammenti del racconto non danno ragione a questi sostenitori di una sola ascesa al cielo.
Un frammento della Versione Tarda descriverebbe l’incontro effettivamente avvenuto fra Etana e Ištar, e la consegna dell’agognata pianta:

“Etana …. era paralizzato dalla paura.
E non poteva vedere che una pianta era tenuta nella sua [di lei] mano.
La dea si presentò a lui con la pianta, recitando una preghiera:
Ištar gli diede la pianta recitandovi sopra una preghiera e dicendo:
….
Con questa pianta….
….
Più fragrante …. del bosso il cui odore è come di erbe fragranti.
Ma questo devi ricordare … come un comando per te:
Metti una guardia su di essa, che sia protetta con qualunque arma.
Poiché un’altra pianta di questo tipo non può fuoriuscire dalla mia mano, o essere rilasciata una seconda volta” (Wilson, 2007, p. 39).

Questo testo avvalorerebbe l’idea di un’intima associazione della pianta della procreazione con Ištar, come fosse una “sua” pianta, un suo attributo vegetale; similmente al caso del dio egizio Min e della “sua” pianta, la lattuga selvatica (si veda Il dio itifallico Min e la lattuga, e Samorini, 2003-04).

Un altro frammento, fra quelli inclusi da Wilson nell’epopea etanaica, sembrerebbe trattare della nascita di un figlio della moglie di Etana:

“… la sua prima moglie…
E prima del tempo di appuntamento quando il bambino del suo grembo….
Appena…. iniziò a contrarsi,
… un nuovo germoglio della pianta della procreazione.
E appena l’angoscia la sopraffece, il luogo sotto il germoglio della pianta della procreazione…
E gli spasimi del travaglio la lasciarono nel suo tempo del travaglio.
Riguardo il bambino del suo grembo, nessun … poteva prevenire….
E solo quando si seccò poté il demone … la pianta.” (Wilson, 1969, p. 16)

In un primo momento Wilson ritenne che in questo passo la pianta della procreazione fosse coinvolta con il parto della moglie di Etana; in seguito (Wilson, 1985, p. 13) eliminò dal ciclo di Etana questo brano, pensando che potesse riferirsi a un parto prematuro. Ma nuovi frammenti nel frattempo sopravvenuti confermerebbero non solo la pertinenza del brano suddetto all’epopea, ma anche la realtà dell’impiego della pianta nel corso della gestazione della moglie di Etana. In uno di questi si legge come Etana abbia piantato il vegetale in un giardino della città di Kiš, e del succo della pianta che viene dato da bere alla donna durante la gestazione (Wilson, 2007, p. 44).




Sigillo mesopotamico con raffigurazioni inerenti l’Epopea di Etana (da Wilson, 2007, Tav. XIVa)

Se non tutti gli studiosi riconoscono il successo di Etana nel conseguire la pianta della procreazione consegnatagli di persona dalla dea Ištar, e la somministrazione del vegetale alla moglie di Etana durante la gestazione, solo Wilson vede un lungo prosieguo dell’epopea di Etana, mediante l’inclusione di ulteriori passi, dove comunque la pianta parrebbe uscire di scena, e che quindi, non essendo significativi nel contesto del presente studio di interesse etnobotanico, riassumo succintamente.
Dopo il parto di Muanna, con la nascita del figlio Balih, torna di scena l’aquila che, risentita per un qualche torto che avrebbe ricevuto da Etana, rapisce il piccolo Balih, che viene allevato in una città delle regioni montuose; Muanna avrebbe un secondo sogno che le presagirebbe la sua morte e quella di Etana; segue la morte effettiva di Muanna e una malattia di Etana, durante la quale il re viene visitato da un fantasma; quindi Etana decide di invadere con un’armata l’area dei monti e la città di Urīzana, dove sarebbe stato allevato suo figlio dopo il rapimento; Etana viene ferito gravemente in un duello contro un combattente nemico, e si accorge che l’avversario altro non è che suo figlio Balih; sul punto di morte passa a suo figlio lo scettro reale; sul monte Shilānu Balih fa erigere un monumento in ricordo a suo padre, quindi torna da sovrano a Kiš, pur nel rimorso per il patricidio di cui è stato responsabile (Wilson, 2007, pp. 87-88).

Con tutto ciò, il ciclo di Etana, oltre a dover essere considerato non più una leggenda ma una vera e propria epopea, ritrova tutto il senso dei grandi cicli epici mesopotamici, con una parte finale in cui le cose sembrano tornare tutte al loro posto: la città di Kiš ha un nuovo re che altro non è che il figlio del re, e così viene stabilito il principio della dinasticità del regno, come voluto dagli dei (e dai re); Etana, pur morendo, è divenuto immortale con il mito che gli è stato dedicato e che è giunto fino a noi; il serpente e l’aquila sembrano essere scomparsi, ma in realtà saranno sempre pronti a tornare protagonisti in altri racconti mitologici.

Sempre Wilson (2007, p. 51) ha dato un’interessante interpretazione di un passo dello scrittore latino Eliano, che nella sua opera La natura degli animali ha riportato la storia ambientata a Babilonia di un’aquila che salvò un neonato di nome Ghilghamo, che evidentemente altro non è che il nome di Gilghames:

“Quando era re di Babilonia Sevecoro, gli oracoli dei Caldei gli predissero che il figlio nato da sua figlia avrebbe tolto il regno al nonno. Gli si rizzarono i capelli e si comportò verso la figlia come il re Acrisio: la sottopose cioè, a una strettissima sorveglianza. Ma nonostante ciò, il destino si mostrò più astuto del re di Babilonia: la principessa infatti fu messa in cinta, nascostamente, da un uomo di oscura condizione sociale e partorì un bambino. Coloro che l’avevano in custodia, temendo la reazione del re, lo gettarono giù dall’acropoli. Là infatti la principessa era tenuta prigioniera. Ma un’aquila, con la sua vista acutissima, scorgendo il neonato che stava precipitando, intervenne prima che si schiantasse al suolo e volando sotto di lui lo raccolse sulla schiena e lo portò in un giardino, dove lo pose al suolo con la massima cura. Quando il custode del luogo vide quel bambino così grazioso, se ne innamorò e volle allevarlo. Fu chiamato Ghilgamo e divenne re di Babilonia” (Eliano, Nat.Anim., XII, 21).1

Secondo Wilson questa vicenda potrebbe essere un’eco favolistica dell’epopea di Etana, dove il nome Ghilghamo sarebbe stato confuso con quello del figlio di Etana, Balih, dato che il motivo dell’aquila che salva Gilghamesh non è noto nella mitologia mesopotamica, mentre è più consono al tema del rapimento di Balih da parte dell’aquila, del suo allevamento in un’altra città e della sua intronizzazione successiva alla morte di suo padre.

Dal punto di vista iconografico, sono noti alcuni sigilli mesopotamici, almeno 11, quasi tutti più antichi dei testi scritti su Etana, datati al periodo accadico. In essi è presente l’immagine di un’aquila ad ali spiegate che porta sulla groppa un uomo, identificato da tutti gli studiosi con Etana. Ma mentre Quaegebeur (1982), nel presentare questi reperti, non riesce a spiegare in maniera soddisfacente il contesto scenico di tale rappresentazione, Wilson (2007) è andato oltre a questa mera identificazione, riconoscendo in questi sigilli, in cui sono presenti numerose raffigurazioni di uomini, serpenti, alberi, pugnali, ecc., altri tempi legati al medesimo ciclo epico di Etana.




Sigillo accadico con raffigurazioni inerenti l’Epopea di Etana (da Collon, 2005, p. 180, n. 851)

Circa la pianta della procreazione di Etana, Saporetti la ritiene dotata di proprietà speciali, che vanno oltre a quelle di un’erba curativa, vedendovi proprietà di natura divina, e cioè “la proprietà che solo gli dei posseggono, di generare dal niente, di creare il mondo e gli esseri viventi” (Saporetti, 1990, p. 32); si tratterrebbe quindi una pianta “creatrice”. Ma il motivo di una pianta che, come la bacchetta magica di Herry Potter, crea gli oggetti, gli esseri viventi e il resto del mondo, non è noto nell’ambiente antico mesopotamico e nemmeno levantino, egizio o mediterraneo, e parrebbe essere maggiormente frutto della fantasia dello studioso. La pianta della procreazione è una pianta che permette di generare figli, non importa se con concreti poteri curativi o magici, e non a caso parrebbe essere associata alla dea che presiede al parto e alla procreazione, Ištar. Bottéro (1969/70, rip. in Wilson, 2007, p. 46) riteneva che la pianta della procreazione fosse servita per facilitare il parto, e non fosse uno stimolante della fertilità.

Saporetti vede inoltre un’analogia fra la leggenda di Etana e quella di Gilgameš. basandosi sulla considerazione che la pianta di Gilgameš avrebbe reso l’eroe immortale, e che anche la pianta di Etana è da considerare in un qualche modo una pianta dell’immortalità poiché, essendo in grado di assicurare una progenie al re, sarebbe datrice anch’essa di immortalità: “E’ noto che la trasmissione del proprio seme nei figli, e tramite essi nei nipoti e nei posteri, equivale nel Vicino Oriente Antico a una vera e propria acquisizione di immortalità” (Saporetti, 1985, p. 64). Ma si tratta di una congettura forzata e chi si basa sull’errata considerazione che la pianta di Gilgameš sia una pianta che dona l’immortalità, quando invece dona solo la giovinezza; una confusione in cui sono ricaduti non pochi studiosi, come sottolineato da Pettinato (1994). Più pertinente sembrerebbe l’analogia fra il tema dell’ascesa al cielo di Etana a cavallo dell’aquila e quello dell’ascesa al cielo di Alessandro Magno per mezzo di altri volatili, i grifoni (Saporetti, 1985).

Una reminiscenza della leggenda di Etana si trova in una favola di Esopo, scrittore greco che visse fra il VII e il VI secolo a.C. La prima parte del racconto, intitolato “L’aquila e la volpe”, ha una struttura identica alla prima parte della leggenda di Etana, sebbene il serpente sia sostituito in Esiodo da una volpe:

“Un’aquila e una volpe, fattesi amiche, stabilirono di abitare una vicino all’altra, pensando che la vita in comune avrebbe rafforzato la loro amicizia. Ed ecco che la prima volò sulla cima di un albero altissimo e vi fece il suo nido; l’altra strisciò sotto il cespuglio che cresceva ai suoi piedi e qui partorì i suoi piccoli. Ma un giorno, mentre la volpe era uscita a cercar da mangiare, l’aquila, che si trovava a corto di cibo, piombò nel cespuglio, afferrò i volpacchiotti e se ne fece una scorpacciata insieme con i suoi figli” (Esopo, Favole, 3).2

L’analogia con il mito di Etana è così stridente, che è impensabile un’elaborazione indipendente della favola di Esopo. La sostituzione del serpente con la volpe è stata interpretata come un’esigenza di adattamento del racconto alla cultura ellenistica, “in quanto, a differenza del rettile, la volpe corrispondeva meglio alla fisionomia ideale della vittima; e il carattere di violenza e iniquità che riveste nella favola l’azione dell’aquila, esercitandosi ormai questa azione non più su un rettile pericoloso e repellente, ma su un animale docile e dall’intelligenza vivace, ne usciva implicitamente sottolineato” (Baldi, 1961, p. 381, n. 2).



Note

1 – Dalla traduzione a cura di Francesco Maspero nell’edizione del 1998 della Rizzoli di Milano.

2 – Dall’edizione del 1992 edita dalla Rizzoli di Milano, tradotto dal greco da Elena Ceva Valla.

Si vedano anche:
La pianta dell’irrequietezza di Gilgamesh
L’erba di Glauco
Mitologia delle piante inebrianti

BALDI AGNELLO, 1961, Tracce del mito di Etana in Archiloco ed Esopo, Aevum, vol. 35, pp. 381-384.

BAUDOT M.P., 1982, representations in glyptic art of a preserved legend: Etana, the shepherd, who ascended to Heaven, in: J. Quaegebeur (Ed.), Studia Paulo Naster Oblata. II. Orientalia Antiqua, Uitgeverij Peeters, Leuven, pp. 1-8 + Pl. I-II.

COLLON DOMINIQUE, 2005, First impressions. Cylinder seals in the ancient Near East, British Museum, London.

HOROWITZ WAYNE, 1990, Two notes on Etana’s flight to heaven, Orientalia, vol. 59, pp. 511-517.

JASTROW MORRIS, 1910, Another fragment of the Etana myth, Journal of the American Oriental Society, vol. 30, pp. 101-131.

NOVOTNY R. JAMIE, 2001, The Standard Babylonian Etana Epic, Department of Asian and African Studies, Helsinki.

PETTINATO GIOVANNI, 1994, Gilgameš e la “Pianta della Vita”, Studi Orientali e Linguistici, vol. 5, pp. 11-41).

SAMORINI GIORGIO, 2003-04, Il dio egiziano Min e la lattuga. Un contributo etnobotanico a un enigma dell’Egittologia, Archeologia Africana, vol. 9-10, pp. 73-84.

SAPORETTI CLAUDIO, 1984, Dieci brevi note in margine ad Etana, Egitto e Vicino Oriente, vol. 8, pp. 61-73.

SAPORETTI CLAUDIO, 1985, Dieci appunti dai testi di Etana, Egitto e Vicino Oriente, vol. 8, pp. 63-71.

SAPORETTI CLAUDIO, 1990, Etana, Sellerio, Palermo.

SCHEIL V., 1927, Mythe d’Etana, Revue d’Assyriologie et d’Archéologie Orientale, vol. 24, pp. 103-107.

SELZ J. GEBHARD, 1998, Die Etana-Erzählung. Ursprung und Tradition eines der ältesten epischen Texte in einer semitischen Sprache, Acta Sumerologica, vol. 20, pp. 135-179.

WILSON J.V. KINNIER, 1969, Some contribituons to the Legend of Etana, Iraq, vol. 31, pp. 8-17.

WILSON J.V. KINNIER, 1974, Further contributions to the Legend of Etana, Journal of the Near East Studies, vol. 33, pp. 237-249.

WILSON J.V. KINNIER, 1985, The Legend of Etana. A new edition, Aris & Phillips, Warminster.

WILSON J.V. KINNIER, 2007, Studia Etanaica. New texts and discussions, Ugarit-Verlag, Münster.

WINITZER ABRAHAM, 2013, Etana in Eden: new light on the Mesopotamian and Biblical tales in their Semitic context, Journal of the American Oriental Society, vol. 133, pp. 441-465.

Fonte: http://samorini.it/site/etnobotanica/asia/la-pianta-di-etana/

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